NUOVA FUNZIONE PER LA NOSTRA SALUTE

A cura di
Yasuo Hotta, Dr. In Scienze, Biologo, Ricercatore
Dipart. Di Biologia Università della California
San Diego – La Jolla, CA 92093


Il Superossido dismutase (S.O.D.) venne scoperto circa vent’anni fa nel sangue da uno scienziato britannico, ma è solo negli ultimi dieci anni che è stato studiato in modo esaustivo; al momento presente stiamo valutandone l’uso nella pratica clinica e via via si scoprono funzioni biologiche fantastiche del SOD. Alcune sono state presentate al simposio del 1979 sponsorizzato dalla Federazione delle Società Biochimiche Europee.

SOD semplicemente catalizza la reazione di 202 + 2Hˉ' 02 + H2 02. Ogni cellula produce superossido durante il proprio processo metabolico; una maggiore attività produce più superossidi e così pure radiazioni, o l’ingestione di sostanze estranee, inclusi batteri e virus fino a molecole ancora più minuscole. I superossidi che compaiono nelle cellule hanno un’azione tossica molto forte che danneggia i lipidi e il veicolamento dei polisaccaridi cellulari, e induce la degradazione del DNA e la depolimerizzazione: ciò può portare alla carcinogenesi e all’invecchiamento delle cellule stesse. Di fatto si riscontra più superossido in cellule più vecchie e che presentano delle anormalità.

Una volta che i superossidi sono stati prodotti, è inevitabile e necessario per la cellula la rimozione di tali superossidi, per cui SOD è vitale per ogni cellula. Cosa succede, però, se la cellula non è dotata di sufficiente SOD? La cellula deve essere rifornita di SOD per poter funzionare e perché tutto l’organismo si mantenga in buona salute. Fortunatamente il rifornimento di SOD dall’esterno agisce sulle cellule viventi e i tessuti. Esperimenti in vitro mostrano che le cellule più vecchie e meno attive ristabiliscono le proprie funzioni grazie al SOD, e quelle cellule che non riescono a riparare il DNA e quindi possono facilmente trasformarsi in cellule cancerogene, possono dare una miglior performance nel riparare il DNA grazie al SOD, prevenendo la propria degradazione in cellule cancerogene. Test clinici mostrano che infiammazioni, con o senza infezione, e l’osteoartriti, sono state curate con successo tramite SOD.

Interessante il fatto che il SOD somministrato in laboratorio durante i test non ha fatto registrare effetti collaterali, e anche quando somministrato in eccesso non ha dato alcun esito indesiderato. Precisamente SOD è un enzima che può essere usato per la nostra salute per vari scopi, tra cui proteggere dalle radiazioni, avvelenamento, infezioni, infiammazioni, danni al DNA (previene la degenerazione cellulare e i difetti del feto), e invecchiamento cellulare; anche se è necessario proseguire le ricerche sia biochimiche che cliniche per conoscere sempre meglio il funzionamento, per poi sviluppare metodi migliori per usufruirne. Ci sono compagnie farmaceutiche che producono SOD purificato per ricerca biomedica, sotto il nome di “orgoteina”.

SOD è un enzima che contiene metalli come Zn++ Ca++ Fe+++ e Mg++ secondo la fonte di provenienza. Inoltre varia in composizione a seconda che sia SOD della sequenza di aminoacidi, del citosolo delle cellule o dei mitocondri.

Per questo vale la pena assumere minerali e altri nutrienti con diversi tipi di SOD, anziché assumerne solo un tipo purificato. Il tipo ideale di SOD è probabilmente quello che si trova nei nostri cibi tradizionali, anche se non è stato studiato. SOD si altera al calore come molti altri enzimi, perciò la preparazione deve avvenire in assenza di calore. Anche la luce ultravioletta inibisce l’attività del SOD, come pure il perossido d’idrogeno (H202) che è il prodotto della reazione enzimatica, quindi, quando si prepara il SOD si preferisce il catalase (2H2 02 2H202 + 02).

Un’altra fonte ideale del SOD è il succo liofilizzato di foglie di piante di orzo novello. Questo succo verde contiene vari minerali, vitamine, e una quantità di proteine incluse catalase e SOD. Il SOD attivo occupa lo 0.1% della massa totale, ed è il valore più alto registrato tra le fonti naturali. Questo succo di piante novelle di orzo si può assumere dopo averlo sciolto in acqua fresca, latte o altri succhi di frutta, e pure aggiunto nelle insalate e cosparso su altri cibi.

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